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Dopo le feste tutti parlano di dieta…Sono finiti i festeggiamenti e dopo panettone, pandoro, lasagne, cioccolato, cotechini di ogni tipo, creme pasticcere e mille altre prelibatezze la bilancia ci aspetta.

È lì come sempre… al solito posto in bagno… ma non abbiamo il coraggio di salirci. In fondo, i jeans non li abbiamo cambiati, la misura è sempre la stessa, perché mai ci dovremmo preoccupare? Eppure la sensazione di pesantezza che avvertiamo ci dice che al di là del responso della bilancia, qualcosa nel nostro corpo è cambiato. Qualcuno di noi ha anche una strana sensazione di pesantezza allo stomaco, a volte dei bruciori e a volte delle fitte al petto per le quali si è spaventato ed è andato dal medico. Che certamente lo ha rassicurato: quella strana sensazione, a volte, sta ad indicare che si è di fronte a reflusso gastroesofageo.

Come reflusso? Non avete mai sofferto di reflusso. Che succede adesso? Come mai? Avete sempre digerito anche i sassi… E via di gastroprotettori: con quelli, ormai farmaci da banco, potete mangiare qualsiasi cosa: tolgono la sensazione fastidiosa di reflusso e voi continuate a mangiare le stesse cose, la vostra dieta non cambia di una virgola come se il reflusso non si fosse mai presentato.

Avete mai pensato che il nostro corpo comunica con noi? Che i sintomi che esso ci manifesta sono da tenere in considerazione? Che ci sta dicendo qualcosa?

Fermatevi un attimo a pensare: se voi non ascoltaste per un anno vostra moglie o vostro marito che cerca di parlare con voi perché ha un disagio, non pensate che dopo un anno nel quale avete ignorato le sue richieste di attenzione, forse potrebbe essere troppo tardi?

La stessa cosa è il nostro corpo, soprattutto il nostro tratto gastrointestinale: comunica con noi attraverso sintomi diversi che possono andare dal reflusso agli sfoghi sulla pelle, al mal di testa, all’astenia, al gonfiore addominale. E noi abbiamo il dovere di ascoltarlo.

E lo possiamo fare nutrendoci bene. Ricominciando il nuovo anno facendo attenzione a ciò che ingeriamo perché quello di cui ci nutriamo è ciò che il nostro corpo utilizza per svolgere le proprie funzioni vitali.

Se soffriamo di reflusso ad esempio, tra le altre cose, dovremmo evitare, per qualche tempo, alcuni alimenti integrali, tanto consigliati invece nella dieta di tutti…

Le esigenze alimentari nella dieta di ognuno di noi possono cambiare nel corso della vita, e ascoltare il nostro organismo per preservarlo in salute il più a lungo possibile è dovere di ognuno di noi. Dobbiamo volerci bene!

Continuate a seguire il mio blog per rimanere aggiornati su tutte le novità.

Il prossimo incontro del circolo Solidago sarà a Febbraio. Vi aspetto numerosi!

Ancora buon anno!

La vostra Nutrizionista


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Ed eccoci di nuovo a parlare dei numerosissimi benefici del cacao di cui sicuramente, soprattutto in queste feste, molti di noi ne hanno assaporato i benefici…soprattutto le donne!

Donne e cioccolato, un connubio speciale

“Dottoressa, prima del ciclo io non so come mai, ma ho un fortissimo desiderio di gustare il cioccolato, di tutti i gusti e di ogni tipo!”

Quante volte durante una prima visita ho sentito frasi di questo tipo…Come mai? Come mai le donne, soprattutto nel periodo premestruale hanno un forte desiderio di consumare cioccolato?

La risposta sta, ancora una volta, nell’alimentazione. Il cacao infatti contiene moltissimo magnesio la cui carenza contribuisce al manifestarsi della sindrome premestruale: la donna in fase premestruale, se non si alimenta correttamente, va infatti incontro a carenza di magnesio e ne ricerca la fonte in alimenti ricchi di questo minerale, il cioccolato tra tutti!

Cacao, cuore e intestino

Il cacao, come tutti sicuramente sapete, è ricchissimo in polifenoli, soprattutto di flavonoidi che hanno dimostrato (e la letteratura scientifica lo testimonia) di essere largamente protettivi nei confronti delle malattie cardiovascolari. Questo non significa che dobbiamo ingozzarci di cioccolato ma che piccole quantità di cioccolato fondente, ogni tanto e all’interno di una dieta equilibrata, sono certamente di sostegno alla nostra salute.

Inoltre pare che i polifenoli abbiano un’azione battericida inibendo da una parte la crescita di alcuni microrganismi pericolosi per il nostro organismo e dall’altra, stimolando la crescita di Bacteroides e Lactobalcillus, essenziali per una corretta eubiosi intestinale.

Il cacao è sicuramente una risorsa che va utilizzata ma con moderazione!

Ricordo che non tutti possono consumare il cioccolato regolarmente perché in alcune condizioni patologiche è assolutamente controindicato.

Rivolgetevi alla vostra nutrizionista di fiducia!

Buon anno a tutti!

 

 

 

 


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  • Chi non ama il cioccolato? Chi può dire di non aver ricercato, almeno una volta, conforto nel suo dolcissimo sapore?

Lo gustiamo e ci lasciamo spesso incantare dalle sue piacevoli e gustosissime qualità. Ma conosciamo a fondo le proprietà che rendono speciale questo alimento?

Gli inizi

Il cacao nasce oltre 1500 anni prima di Cristo dal Theobroma cacao: l’albero del cacao coltivato da Maya, Incas e Atzechi  in Messico. Si diceva che il cacao fosse dono degli dei e che fossero degni di consumarlo solo i nobili e coloro che rivestivano alte cariche. Le fave di cacao erano considerate talmente preziose che queste popolazioni le  utilizzavano anche come moneta. Ma come arrivò in Europa?

Nel 1500, dopo la scoperta delle Americhe, il cacao fu esportato in Spagna. gli Spagnoli erano molto gelosi del nuovo prodotto importato (che chiamarono “l’oro marrone“) ma il prodotto si diffuse nel resto d’Europa grazie al Clero che iniziò a farne largo uso.

Ritroviamo anche scritti di alcuni missionari, come il monaco spagnolo, Bernardino de Sahagún che, tra il 1590 e il 1600  raccolse ampie informazioni sull’agricoltura messicana, sulla botanica, sulle pratiche culturali, sulla dieta e sulle pratiche mediche e sanitarie degli indigeni.  Egli riferiva l’usanza degli americani indigeni di farsi bevande preparate con cacao a scopo terapeutico: a seconda del dosaggio l’infuso veniva utilizzato per cercare di guarire patologie di diversa origine. Il monaco però  metteva in guardia contro l’eccessivo consumo di cacao preparato dalle fave non torrefatte, ma lo raccomandava se usato con moderazione. Sosteneva che “bere grandi quantità di cacao verde rendeva «confusi e squilibrati», ma se presa con moderazione, la bevanda era rinvigorente e rinfrescante“.

A quei tempi dunque, il cacao era consumato sotto forma di bevanda…

Ma cosa si intende per cacao? e per cioccolato?

  • il CACAO è la componente non grassa del liquore di cacao ricavato dalle fave di cacao macinate finemente e di solito utilizzato per le bevande.
  • il BURRO DI CACAO è la componente grassa del liquore del cacao
  • il CIOCCOLATO è invece la combinazione SOLIDA di cacao, burro di cacao, zucchero e altri ingredienti a seconda del tipo di tavoletta che si intende produrre.

Il cioccolato è sicuramente il prodotto più consumato e che noi tutti meglio conosciamo. Esso ha la capacità di sciogliersi in bocca e questo è merito del burro di cacao che fonde alla temperatura del corpo, contribuendo ad aumentare il piacere in seguito alla sua ingestione.

Ma è davvero tutto qui? Certo che no…! Il cacao nasconde tantissimi segreti.

I segreti del cacao

Il cacao contiene la feniletilammina, PEA, che è un’ammina con struttura analoga a quella delle anfetamine e che, di conseguenza, agisce sui medesimi recettori regalando momenti di piacere in seguito alla sua ingesitone.
PEA funge anche da modulatore dell’umore e un suo deficit può contribuire al manifestarsi di sbalzi d’umore…
In effetti, se ci pensiamo, in occasioni in cui siamo particolarmente tristi o stanchi non andiamo certo a ricercare i broccoli…! invece anche solo un pezzetto di cioccolato ci aiuta a setirci meglio…

Ma non finisce qui. Il cacao contiene anche caffeina e teobromina,che sono entrambe molecole stimolanti in grado, tra l’altro, di oltrepassare la barriera ematoencefalica e placentare.
Infatti, quando ad una donna in gravidanza si deve fare un’ecografia e si ha la necessità di avere il feto sveglio, di solito le ostetriche danno un pezzetto di cioccolato fondente alla futura mamma che vedrà il piccolo svegliarsi e muoversi di lì a poco…!


Ma non si esauriscono qui le sorprese del cioccolato… i suoi segreti sono moltissimi!

Seguite il mio blog e li scoprirete!

A settimana prossima.

La vostra Biologa Nutrizionista


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La vitamina B1 o tiamina è un micronutriente essenziale indispensabile per la vita.

Essa è sintetizzata nei batteri, nei funghi, nelle piante e fondamentale è la sua presenza nella dieta di tutti i mammiferi. E’ coinvolta nel metabolismo dei carboidrati e nel ciclo di Krebs: per tali motivi risulta indispensabile per il metabolismo di tutti i nutrienti.

Fabbisogno giornaliero

Il fabbisogno di vitamina B1 varia poiché dipende dal contenuto calorico della dieta . Il livello di assunzione raccomandato è di 0,4 mg/1000 Kcal/die. Se la dieta è inferiore alle 2000 kcal il fabbisogno resta all’incirca 0,8 mg/die. Questi valori possono variare se l’intake giornaliero di un individuo è elevato o se la sua dieta è particolarmente ricca in carboidrati.

Le molteplici funzioni della tiamina

La vitamina B1, oltre ad essere coinvolta nel metabolismo dei carboidrati, è essenziale per molti processi enzimatici implicati nello sviluppo del cervello, nel mantenimento della corretta comunicazione neuronale e nella riparazione dei tessuti nervosi.

Inoltre ha diverse funzioni anche all’interno del sistema immunitario: è coinvolta ad esempio, nella regolazione dell’espressione delle immunoglobuline e la sua carenza, peraltro, sembra condurre all’insorgere di alcuni disordini cardiovascolari.

Fonti alimentari

La vitamina B1 è principalmente presente nelle farine integrali di cereali (soprattutto frumento, grano saraceno, avena e riso) e relativi derivati, frutta secca oleosa, legumi secchi e carne di maiale.

Almeno uno di questi alimenti è presente quotidianamente nella vostra dieta? Se così non fosse, siete certi di non avere mai avuto, neanche in un determinato periodo della vita, una carenza di vitamina B1? Vediamo che cosa provoca la carenza di tiamina partendo dalle patologie più gravi…

A cosa conduce la carenza di vitamina B1?

Immagino che tutti abbiate sentito parlare di una patologia nota come beri-beri, presente soprattutto in alcune popolazioni povere della Cina, dell’India e delle Filippine per le quali l’unico nutriente a disposizione è il riso brillato.

Il riso, come tutti sapete, è un carboidrato e la vitamina B1 è fondamentale per il metabolismo dei carboidrati. Dal momento che queste popolazioni povere basano la loro alimentazione sul riso brillato, avrebbero bisogno di una quantità maggiore di vitamina B1, che però, in questo alimento è assente poiché contenuta nel cariosside che viene eliminato durante il processo di raffinazione.

Gli individui affetti da beri-beri hanno inizialmente astenia agli arti inferiori che presentano poi crampi muscolari, paresi e parestesie. Solo successivamente la patologia interessa anche gli arti superiori e i nervi cranici. In alcuni casi possono avvenire gravi insufficienze cardiache che possono condurre alla morte.

L’assorbimento della vitamina B1 è ostacolato dall’alcool e spesso, negli alcolisti, si manifesta la sindrome di Wernicke- Korsakoff, che provoca disturbi all’apparato digerente, al sistema nervoso e all’apparato cardiovascolare.

Fortunatamente la somministrazione di vitamina B1 in uomini e animali che ne hanno carenza, porta alla regressione dei sintomi.

Non si conoscono tossicità da tiamina in quanto è una vitamina idrosolubile e pertanto viene eliminata attraverso le urine.

Sintomi da lieve carenza di tiamina

Una lieve carenza di vitamina B1 può manifestarsi principalmente in individui che consumano poca carne di maiale, poca frutta secca ma si nutrono soprattutto di cereali raffinati come la pasta non integrale e il riso brillato.

In queste persone infatti, la grande quantità di carboidrati assunta necessita, per essere metabolizzata correttamente, di tiamina che però, nei cereali raffinati è purtroppo assente.
Spesso allora questi individui presentano  sintomi quali astenia, irritabilità, sbalzi d’umore, dolori simili ai crampi negli arti inferiori soprattutto di notte e difficoltà di concentrazione.
Consiglio a tutti, per non incorrere in una carenza di vitamina B1, di prediligere i cereali integrali e consumare al mattino l’avena che è un cereale molto nobile e ricco in tiamina.

Di questo antico cereale parlerò prossimamente in uno dei miei articoli del blog… Continua a seguirmi!


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Menu fusion ad hoc, nuove aperture in odore di stelle Michelin, cucina super-healty e luoghi che recuperano la tradizione del pane: tutti i posti dove andare a pranzo (e cena) per chi è in città.

Tra questi anche il BellaGioia Bistrot. Ecco il pezzo dell’articolo con la recensione del BellaGioia Bistrot:

COME A CASA

La sensazione, appena si entra al BellaGioia Bistrot, è quella di essere arrivati direttamente in cucina. Un’illusione, certo, ma resa possibile da una vetrata in stile rétro, dalla quale è possibile parlare con il cuoco che preparerà il piatto sotto i vostri occhi. Un’idea nata dalla volontà della coppia, Salvo, lo chef, e Chiara, nutrizionista, e sostenuta dal progetto architettonico dello studio Arch+Studio, che hanno ricreato al primo piano un ambiente accogliente, fatto di boiserie, legno, e una parete interamente rivestita in mattonelle e illuminata da una luce soffusa. Un’idea di calore casalingo, premure e piatti cucinati ad hoc, che riverbera nel menu, verdure e farine biologiche che si impastano con uovo di selva della Valtellina, pasta fresca tirata a mano, e piatti adatti anche ai celiaci.

Bellagioia Bistrot, via Fausto Melotti 6

di Giuliana Matarrese

A questo link l’articolo intero: Icon_Panorama

Non conoscete ancora il BellaGioia Bistrot?

Ecco il link alla pagina sul mio sito dove racconto come nasce il progetto e tutte le informazioni: BellaGioia Bistrot e Bread&ButterFly


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Ed eccoci, come vi avevo promesso, a parlare della vitamina C che appartiene al gruppo delle vitamine idrosolubili.

È conosciuta anche come acido ascorbico  poiché, nel XVII secolo, si scoprì avere un effetto preventivo e terapeutico nei confronti dello scorbuto, una patologia frequente che colpiva i marinai che intraprendevano lunghi viaggi: infatti in questi periodi in mezzo al mare questi uomini non riuscivano ad assumere frutta e verdura fresche con costanza.


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Retinolo e deidro-3-retinolo: una prerogativa solo animale?

La vitamina A è un micronutriente appartenente al gruppo delle vitamine liposolubili, che in natura si trova sia in alimenti di origine animale che di origine vegetale. Nei primi, la troviamo in due forme: vitamina A1 (o retinolo) e vitamina A2 (deidro-3-retinolo). Entrambe sono presenti solo negli organismi animali e particolarmente abbondanti nelle uova, nei prodotti della pesca, nelle carni e nei latticini.


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Cosa accade in menopausa?

Durante la menopausa nel corpo femminile avviene un cambiamento dovuto ad una diversa produzione di estrogeni. Questi ultimi infatti, sono ormoni molto importanti che in età riproduttiva sono essenziali per mantenere la donna in salute. Durante la menopausa, una produzione di estrogeni non equilibrata può predisporre ad un aumentato rischio di osteopenia, dislipidemia e di alterata tolleranza al glucosio: alcuni studi degli ultimi anni dimostrano infatti che gli estrogeni possiedono proprietà anti-diabetiche.


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Ma è così importante lo sport? Serve solo a perdere peso?
A volte alcuni pazienti vengono con i famigliari e di fronte al mio consiglio di praticare sport insieme, spesso l’accompagnatore risponde: Ma io non sono in sovrappeso.
Da qui ho capito che l’attività fisica è spesso considerata una specie di medicina da praticare solo in certi casi: se si è normopeso non è considerata necessaria.
Invece questo è un errore: l’attività fisica è importante a tutte le età. L’uomo infatti è un animale, non una pianta, e come tale, da millenni, ha sviluppato un organismo in grado di migliorare le sue potenzialità e le sue performance attraverso il movimento.